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giovedì 5 marzo 2015

Malattie intestino: i conservanti la causa

imageAlcuni conservanti alimentari potrebbero contribuire al rischio di sviluppare malattie infiammatorie croniche dell'intestino e altri disordini metabolici.

Secondo uno studio condotto sui topi e appena pubblicato su Nature, un tipo particolare di additivi, gli emulsionanti normalmente utilizzati in molti prodotti da supermercato, altererebbe la flora batterica intestinale peggiorando le infiammazioni a livello del colon in soggetti geneticamente predisposti a queste malattie. È la prima volta che si dimostrano effetti negativi diretti di queste sostanze sulla salute.

Almeno 15 diversi tipi di emulsionanti (sostanze in grado di stabilizzare un'emulsione) sono contenuti in cibi processati diffusi nelle diete occidentali. Vengono usati, per esempio, per rendere più soffici e cremosi i gelati da banco, o per evitare che le maionesi confezionate impazziscano (cioè che gli ingredienti si separino).

Gli emulsionanti sono generalmente classificati come "sicuri" da enti come la Food and Drug Administration americana, perché non sono stati dimostrati loro effetti tossici o cancerogeni sui mammiferi. Ma quando alcuni ricercatori della Georgia State University di Atlanta hanno "arricchito" la dieta di alcuni topi con due comuni emulsionanti, la carbossimetilcellulosa e il polisorbato 80, hanno visto che le sostanze hanno influito negativamente sulla salute degli animali.

Topi sani hanno sviluppato obesità e malattie metaboliche come l'intolleranza al glucosio. In topi geneticamente predisposti a malattie infiammatorie croniche dell'intestino (come il morbo di Crohn o la rettocolite ulcerosa nell'uomo) gli emulsionanti hanno intensificato i sintomi e gli episodi di infiammazione.

L'intestino dei topi malati è risultato avere una flora batterica più carente, e i microbi sono risultati più vicini alle cellule delle pareti intestinali. L'ipotesi è che gli emulsionanti neutralizzino lo spesso strato di muco che protegge l'intestino dei mammiferi e che impedisce ai batteri di entrare in contatto con le cellule: un incontro che, quando avviene, dà luogo a infiammazioni e problemi metabolici

Gli studi preliminari all'approvazione dei conservanti per l'industria alimentare potrebbero non aver evidenziato il problema perché compiuti su un campione di larga scala e senza particolari predisposizioni a malattie intestinali.

Altri studi su uomo e modelli animali occorreranno prima che le linee guida su queste sostanze cambino. Eliminarle del tutto, avvertono i ricercatori, aumenterebbe la deperibilità dei prodotti alimentari, con altre conseguenze negative per la salute dei consumatori.

http://www.focus.it

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