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martedì 3 giugno 2014

'MagnetoSpermatozoi' per aiutare la fecondazione artificiale

ANSA -

Non potrebbero avere compito più adatto dell'essere di aiuto nella fecondazione artificiale, i primi spermatozoi robot mai costruiti. Ma questi microrobot in grado di viaggiare nell'organismo umano guidati da un campo magnetico potranno essere utili anche per molti altri compiti, come somministrare farmaci o aiutare i biologi a smistare le cellule. Si chiamano 'MagnetoSpermatozoi', hanno una testa di silicio incapsulata in un 'casco' di cobalto e nichel e la coda libera di muoversi. Descritti sulla rivista Applied Physics Letter, sono nati dalla collaborazione fra l'università olandese di Twente e l'Università Tedesca de Il Cairo.
Lunghi 322 millesimi di millimetro (micron), gli spermatozoi robot sono controllati da debolissimi campi magnetici dall'intensità di circa cinque millitesla, all'incirca quella di uno dei magneti decorativi che si attaccano sul frigorifero. Per effetto dal campo magnetico la testa gira su stessa, imprimendo un movimento di torsione alla coda, che di conseguenza comincia ad oscillare. In questo modo i ricercatori riescono a guidare l'automa-spermatozoo con precisione e in modo del tutto controllato, fino a un obiettivo prefissato.
''I nostri microrobot si ispirano alla natura, che ha progettato strumenti di locomozione molto efficienti nella micro-scala'', ha detto il responsabile scientifico della ricerca, Sarthak Misra, dell'università di Twente. Tuttavia, ''i MagnetoSpermatozoi possono anche essere utilizzati per manipolare e assemblare oggetti microscopici'', ha aggiunto Islam Khalil, dell'Università Tedesca del Cairo. Non si esclude, per esempio, che un giorno gli spermatozoi robot potranno essere introdotti all'interno delle arterie per liberarle dai trombi che ostacolano il regolare flusso del sangue. Sempre guidati da debolissimi campi magnetici, potranno portare all'interno dell'organismo farmaci da 'recapitare' con precisione, o rendere più semplici gli interventi di fecondazione assistita. Nel frattempo i ricercatori sono al lavoro sugli sviluppi futuri del programma e il prossimo obiettivo è rendere i MagnetoSpermatozoi ancora più piccoli, con una coda fatta di nanofibre magnetiche.

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