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venerdì 3 gennaio 2014

Intossicazione da monossido di carbonio: cosa fare?

imageI 10 consigli arrivano dai tossicologi del Centro Nazionale di Informazione Tossicologica – Centro Antiveleni di Pavia dell’IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri, che eroga ogni anno consulenze per circa 400 casi di intossicazione acuta da CO, il 20% dei quali riguarda bambini sotto i 12 anni. E i controlli clinici ambulatoriali per le possibili sequele dell’intossicazione continuano anche durante tutto l’anno.

Nei periodi invernali aumenta, infatti, la necessità di riscaldare gli ambienti e con essa il rischio di avvelenamento da monossido di carbonio (CO),un gas altamente tossico, inodore, incolore, non irritante e impercettibile. Pochi consigli possono aiutare a prevenire un’intossicazione prevalentemente stagionale causata dalla “cattiva” combustione di carburanti o altri composti contenenti carbonio.

Le cause principali sono dovute a processi di combustione in ambiente povero di ossigeno; a impianti mal funzionanti, installati scorrettamente, o inattivi da tempo e non controllati. Per cui è utile provvedere a una manutenzione regolare degli impianti termici da parte di personale qualificato e controllare periodicamente i requisiti di sicurezza dei dispositivi senza modificarli autonomamente; verificare il tiraggio dei camini; garantire un adeguato apporto di ossigeno nei locali dove avvengono processi di combustione; non utilizzare bracieri, barbecue, generatori di corrente o altri motori in ambienti chiusi.

In caso di sospetta intossicazione cosa fare? E’ necessario fare attenzione al pericolo di inalazione durante il soccorso; allontanare il sospetto intossicato dall’ambiente contaminato e, se incosciente, posizionarlo sul fianco; aerare i locali; chiamare il 118.

L’intossicazione da monossido di carbonio è una delle cause più frequenti di avvelenamento acuto accidentale nei paesi industrializzati.

“Le conseguenze di un’intossicazione da CO - affermano i tossicologi del Centro Antiveleni di Pavia dell’IRCCS Fondazione Maugeri– dipendono dalla durata di esposizione e dalla concentrazione del gas inalato. Possono essere lievi (cefalea, nausea, vomito, stanchezza) o gravi (confusione mentale, perdita di coscienza, sopore, coma, convulsioni, ma anche dolore toracico o cardiopalmo). La terapia per gli intossicati è l’ossigenoterapia che, in molti casi, deve essere effettuata in camera iperbarica. L’intossicazione da monossido di carbonio, oltre ai sintomi immediati, può essere causa di danni che si manifestano anche a distanza di mesi. È pertanto importante, per i pazienti che sono stati vittima di intossicazione, effettuare dei controlli clinici mirati nel tempo, in centri specializzati, quale il Centro Antiveleni di Pavia.”

http://lifestyle.tiscali.it/

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