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giovedì 11 ottobre 2012

ADHD: Sindrome da deficit di attenzione e iperattività causata dal mercurio


Il metilmercurio, un tipo di mercurio organico, è più volte stato associato all’ADHD, la sindrome da iperattività e deficit dell’attenzione.
Questo tipo di mercurio può essere assunto per mezzo del consumo di pesce, che ormai ne è da molto tempo contaminato. Tuttavia, lo stesso pesce contiene elementi nutritivi salutari come, per esempio, gli acidi grassi essenziali omega 3 che sono considerati avere un ruolo di primo piano nello sviluppo cerebrale del feto.

Ora, la questione si fa complicata: se da un lato le autorità sanitarie come l’FDA americana o la US Environmental Protection Agency hanno raccomandato alle donne in gravidanza di limitare il consumo di pesce per non esporre il nascituro al mercurio; dall’altro è stato appunto dimostrato che il pesce fa bene al nascituro. Come se ne esce da questo impiccio?
Alla domanda hanno tentato di rispondere i ricercatori della Boston University School of Public Health con uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine.

Per dipanare la matassa della questione mercurio Sì/mercurio No, la dottoressa Sharon K. Sagiv e colleghi della BU hanno analizzato i dati relativi al New Bedford birth cohort che comprendevano informazioni su un gruppo di bambini nati tra il 1993 e il 1998.
Le informazioni raccolte e analizzate riguardavano i livelli di mercurio riscontrati nei capelli delle donne incinte e l’assunzione di pesce prenatale, che dovevano essere confrontate con i comportamenti dei bambini correlati all’ADHD all’età di 8 anni.
«In questo studio di coorte prospettico sulla popolazione, i livelli di mercurio nei capelli sono stati costantemente associati con i comportamenti correlati all’ADHD, tra cui disattenzione e iperattività o impulsività – scrivono gli autori nella nota Brigham and Women’s Hospital – Abbiamo anche scoperto che un maggiore consumo prenatale di pesce è stato invece protettivo per questi comportamenti».

Sebbene dunque l’esposizione al metilmercurio sia statisticamente riconosciuta un fattore di predisposizione a questo tipo di sindrome, per contro un consumo di pesce che preveda più di due porzioni a settimana pare invece essere protettivo nei confronti della stessa sindrome. Un bel dilemma per una mamma che debba decidere se mangiare o no il pesce.
«In sintesi, questi risultati suggeriscono che l’esposizione al mercurio prenatale è associata a un più alto rischio di comportamenti correlati all’ADHD, e il consumo di pesce durante la gravidanza è associato a un minor rischio di questi stessi comportamenti. Tuttavia, anche una singola stima per la combinazione di questi effetti benefici contro gli effetti dannosi nei confronti del consumo di pesce non è possibile con questi dati – sottolineano infatti i ricercatori – Questi risultati sono coerenti con una crescente letteratura che mostra il rischio di esposizione al mercurio e i benefici del consumo materno di pesce sullo sviluppo del cervello del feto, e sono importanti per le raccomandazioni dietetiche per le donne incinte».

Insomma, dovendo decidere se mangiare pesce o no durante la gravidanza bisognerebbe soppesare bene i pro e i contro: per esempio se e quanto il pesce in questione è contaminato; poi se i benefici possono essere maggiori dei rischi – anche perché su questa fantomatica sindrome da ADHD non tutti la pensano allo stesso modo e, per qualcuno, addirittura non esiste.
Forse è bene parlarne con un nutrizionista esperto e bene informato e poi comportarsi di conseguenza.
[lm&sdp]
http://www.lastampa.it/

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