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mercoledì 27 giugno 2012

Pandas: malattia infettiva che colpisce i bambini

(ASCA) - Roma, 26 giu - Sintomi ossessivi in eta' prepuberale, tic, frequenza urinaria, difficolta' ad addormentarsi, piu una serie di altri segnali psicologici causati da un'infezione da streptococco: e' la Pandas (Pediatric Autoimmune Neuropsychioatric DisordersAssociated with Streptococcal Infection), malattia infettiva che colpisce i bambini e che e' stata scoperta da poco. Nel 1997 fu la ricercatrice americana Swedo a mettere in correlazione le due condizioni .

Pandas, secondo molte stime, colpirebbe un adolescente su cinque che ha sintomi ossessivi, ma ancora molti pediatri ne mettono in dubbio l'esistenza.

Uno dei centri di eccellenza e' a Roma, presso l'Universita' della Sapienza, nella Child Neurology ( la neurologia pediatrica ). Alberto Spalice e' uno di quelli che meglio conosce questa patologia: ''Tra poco dovremmo avere il riconoscimento definitivo di questa patologia - dice - la cui diagnosi rimane prevalentemente clinica, anche se sono utili alcuni esami del sangue come la Ves, il Tas, tampone faringeo, etc.''.

Spalice parla dell'esordio della patologia, ''che e' spesso acuto, da un giorno all'altro, ma che puo' esordire con sintomi ossessivi che spesso non provocano grande sofferenza soggettiva: gli indicatori rimangono clinici poiche' anche l'esame negativo delle analisi del sangue non significa nulla ai fini della diagnosi''.

''Il disturbo - prosegue il medico della Sapienza - arriva dopo un'infezione da streptococco che puo' essere anche una semplice faringite''. E spiega che ''in letteratura ci sono anche casi, seppure rari , di giovani adulti a cui e' stato diagnosticato il disturbo. La terapia una volta individuata la Pandas e' a base di antibiotici, cortisonici e ed immunoglobuline con una buona probabilita' di guarigione. Il problema - conclude Spalice - e' che e' necessario diffondere la conoscenza di questa condizione tra i pediatri di base, i medici di famiglia, perche rimane un disturbo la cui conoscenza, nonostante siano nate associazioni di familiari di pazienti, e' ancora scarsissima''.

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