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giovedì 10 maggio 2012

I vari tipi di Cefalea: come riconoscerli

È cosa piuttosto nota che la cefalea o mal di testa sia frequentemente influenzata da fattori psichici (come lo stress) e da disequilibri organici (come le difficoltà digestive, un affaticamento epatico e la sindrome premestruale) che coinvolgono l’intero organismo. La cefalea, che si presenta con una sintomatologia e una ricorrenza variabili, richiede anzitutto un’alimentazione mirata: consumare un cibo sbagliato può scatenare l’attacco, mentre una dieta attenta aiuta a ridurre la forza e la frequenza dei sintomi.

Espansiva o contrattiva? Scopri il tuo “tipo” di mal di testa e troverai la cura

Chi soffre di cefalea lo sa bene: il mal di testa può variare di intensità e durata a seconda delle circostanze in cui si presenta. Per curarsi bene è necessario tenerne conto: solo così è possibile mettere in campo risorse mirate e veramente efficaci contro la cefalea, sia in sede preventiva sia quando è necessario intervenire per curare. Ecco una classificazione semplice ma puntuale: individua a che tipologia appartiene la tua cefalea e segui i consigli personalizzati.

Cefalea espansiva

La cefalea espansiva compare all’improvviso. Può essere provocata dalla tosse, dallo sforzo o dall’ingestione di bevande o alimenti ghiacciati, alcool, succhi di frutta.

Come la riconosci: L’esordio è molto rapido. Hai la sensazione che il dolore sia davvero forte.

Cefalea contrattiva

Questo tipo di cefalea, che riconosce varie cause, affligge gravemente la persona a volte con dolori intensi localizzati alle tempie, a un occhio oppure a tutta la testa, variando in frequenza, intensità e durata.

Come la riconosci: In genere l’attacco è scatenato da una forte e continua tensione muscolare (soprattutto al tratto cervicale), da una condizione di irritazione nervosa o in alcuni momenti tipici del mese (è il caso della cefalea premestruale) o della settimana (in genere, nel week end).

I segreti alimentari per curare ciascuna tipologia senza usare i farmaci

Il rapporto tra alimentazione e cefalea è stato indagato da numerose ricerche internazionali. Spesso si arriva però a conclusioni che vengono facilmente date per acquisite: per esempio, è piuttosto frequente sentir consigliare il caffè come rimedio di pronto effetto per la sua azione vasocostrittrice, senza tener conto di alcuna variabile individuale. In realtà, la validità di una prescrizione si basa proprio sulla valutazione della sua adeguatezza caso per caso: così, la stessa caffeina, che può giovare a qualcuno, può essere invece nociva per un’altra tipologia di paziente.

Come identificare il proprio “tipo”

Per chi soffre di cefaelea, dunque, è determinante capire a quale tipologia appartiene il proprio disturbo. Oltre a verificare la corrispondenza tra il proprio caso e le caratteristiche indicate nel riquadro qui sopra, è possibile ricorrere a un semplicissimo trucco: mangiare, appena inizia l’attacco, un pezzetto di prugna Umeboshi (reperibile nei negozi di alimentazione naturale). È un alimento salato, quindi contrattivo: perciò, se non cambia nulla o se il sintomo migliora la cefalea è di tipo espansivo. Se peggiora, è contrattiva o legata al fegato.

Le regole base

Una volta determinata la tipologia di cefalea, è utile adeguare la dieta al disturbo, eliminando i cibi che possono scatenare o peggiorare la sintomatologia. Si ragiona seguendo un criterio di similitudine: chi soffre di cefalea contrattiva dovrà evitare gli alimenti che creano costrizione dei vasi sanguigni; a chi, viceversa, soffre di cefalea espansiva sono sconsigliati quelli che causano dilatazione.

http://www.riza.it/dieta-e-salute/mangiare-sano/3206/scopri-i-cibi-anti-cefalea.html

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