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sabato 21 aprile 2012

2 Farmaci su 3 non sono testati per la sicurezza in gravidanza

Circa due terzi dei farmaci attualmente sul mercato non disporrebbe di studi approfonditi sul loro utilizzo durante la gravidanza o l'allattamento: sono questi i dati che emergono dalle ultime ricerche sull'interazione tra farmaci ed allattamento al seno presentati da Tom Hale, Professore di Pediatria e Vicedirettore della Ricerca alla Texas Tech University School of Medicine, in occasione del 7mo International Breastfeeding and Lactation Symposium di Medela, fino a domani a Vienna.

Se la maggior parte dei farmaci oggi disponibili riporta nel proprio foglietto illustrativo indicazioni che ne sconsigliano l'utilizzo alle donne in gravidanza o che stanno allattando al seno il proprio bambino, in molti casi questo sarebbe dovuto piu' alla carenza di valutazioni approfondite sui possibili effetti collaterali che ad una reale pericolosita'. Fondamentale, dunque, rivolgersi al proprio medico per una valutazione accurata della terapia da seguire per poter continuare ad allattare in tutta sicurezza.

I risultati iniziali delle ricerche effettuate dimostrano infatti che non tutti i farmaci devono necessariamente essere interrotti e che sono spesso disponibili valide alternative, in particolare per terapie fondamentali nel post-parto come anti-depressivi ed anti-psicotici.

''Il numero di farmaci in circolazione aumenta considerevolmente ogni anno e cio' rende particolarmente complesso tenersi al passo nel campo dell'allattamento al seno, soprattutto perche', quando vengono immessi sul mercato, i nuovi farmaci tendono a non disporre di informazioni sulle interazioni con l'allattamento. - spiega il Dottor Hale - Secondo le nostre stime, meno del 33% dei farmaci in commercio dispone di dati sul loro utilizzo durante l'allattamento. Stiamo facendo del nostro meglio per effettuare degli studi sui farmaci maggiormente utilizzati dopo il parto, in particolare anti-depressivi ed anti-psicotici.

Ci auguriamo che gli studi sull'allattamento diventino un obbligo di legge per l'immissione sul mercato dei farmaci''.

Partendo dall'assunto che prima o poi tutte le madri che allattano si trovano a dover fare ricorso a dei farmaci, il team di Hale ne ha studiato il meccanismo di trasferimento al latte. Obiettivo: valutare l'impatto della presenza del farmaco nel latte sul neonato in base alla sua eta' (prematuro vs. primi mesi di vita), al volume del latte (colostro, fase dell'allattamento esclusivo, fasi tardive dell'allattamento) ed al tipo di farmaco. Valutato in particolare l'impatto degli anticoncezionali e degli antibiotici, cosi' come la trasmissione di patologie virali come l'influenza e l'epatite rispetto ai relativi vaccini.

Una specifica ricerca ha inoltre riguardato l'effetto dei farmaci sulla produzione di latte.http://salute.asca.it/internoCopertina-Salute-Farmaci__2_su_3_privi_studi_su_sicurezza_in_gravidanza_e_allattamento-1146707-1.html

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