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martedì 27 marzo 2012

La chirurgia potrebbe curare il diabete di tipo 2?

La chirurgia potrebbe curare il diabete di tipo 2, quello più comune. Lo ha dimostrato uno studio italiano e statunitense pubblicato dal New England Journal of Medicine, secondo cui due interventi ormai comuni nelle persone obese eliminano i sintomi della malattia molto più efficacemente dei farmaci. «È la prima volta che uno studio di questo livello, peraltro confermato da una ricerca simile della Cleveland Clinic che verrà pubblicata sempre dalla stessa rivista, dimostra l'esistenza di una vera e propria 'chirurgia del diabete e - spiega da New York Francesco Rubino, ricercatore italiano del Weill Cornell Medical College - l'intervento è molto più efficace dei farmaci per tenere sotto controllo la glicemia, ed ora è un'opzione di cui tenere conto».
L'analisi è stata condotta su 60 pazienti dell'università Cattolica di Roma, tutti con grave obesità e diabete avanzato, che sono stati divisi in tre gruppi: uno trattato con farmaci e gli altri due con i due interventi più comuni effettuati per perdere peso. Il bypass gastrico, in cui lo stomaco viene diviso in tasche in modo da accorciare il percorso del cibo e limitare così l'assorbimento dei grassi e la cosiddetta 'diversione bilopancreatica', in cui viene invece asportata una parte consistente dello stomaco, fino all'80%, ottenendo così oltre all'effetto descritto prima anche un calo nella produzione dell'ormone grelina, legato allo stimolo della fame.
Entrambi gli interventi sono fatti in maniera minimamente invasiva, e hanno una mortalità molto bassa, di circa lo 0,1%. A due anni dall'operazione nel primo gruppo non c'‚ stata remissione della malattia, mentre il diabete è scomparso nel 95% delle diversioni e nel 75% dei bypass. I risultati, spiegano gli autori, sono indipendenti dall'indice di massa corporea preoperatorio e dalla perdita di peso successiva all'intervento, segno che l'effetto dipende dai cambiamenti ormonali indotti dall'operazione.
La scoperta non implica che l'operazione diventerà la prima opzione per i pazienti diabetici. «Per chi risponde bene alle terapie tradizionali non c'è necessità di un intervento - spiega Gertrude Mingrone dell'università Cattolica di Roma, l'altro 'bracciò dello studio - ma secondo alcuni studi europei meno di met… dei pazienti riesce a restare nei target di valori prefissati. Per gli altri c'è una chiara indicazione a favore dell'operazione».
Lo studio aggiunge un'arma in più all'arsenale dei diabetologi, ma l'efficacia dell'intervento potrebbe essere superata dagli ultimi ritrovati farmaceutici. «Il confronto è stato fatto con le terapie tradizionali - sottolinea Francesco Dotta della Commissione Scientifica della Società Italiana di Diabetologia - ma recentemente sono arrivati dei farmaci basati sugli ormoni prodotti dall'apparato gastroesofageo che stanno dando ottimi risultati anche dal punto di vista della perdita di peso, e che probabilmente possono rivaleggiare con gli interventi».
COME FUNZIONANO Da chirurgia dell'obesità a 'chirurgia del diabete'. Due operazioni relativamente semplici, la diversione bilopancreatica e il bypass gastrico, potrebbero cambiare la cura di questa patologia che nel mondo affligge più di 300 milioni di persone, un numero destinato ad aumentare, come ha dimostrato lo studio pubblicato dal New England Journal of Medicine. «Sono due interventi mininvasivi a basso rischio, con una mortalità di circa lo 0,1%, paragonabile a quella di un'operazione alla colicisti - spiega Geltrude Mingrone dell'università Cattolica di Roma - il meccanismo con cui agiscono gli interventi non è legato alla perdita di peso che questi provocano, ma ai cambiamenti nel metabolismo».
Con il termine 'bypass gastrico' si indica una serie di operazioni diverse in cui si divide lo stomaco in due 'tasche a cui viene connesso l'intestino tenue, riducendo il percorso effettuato dal cibo e quindi l'assorbimento dei grassi. Il 75% del gruppo di pazienti sottoposti a questo intervento nello studio ha mostrato la remissione del diabete di tipo 2 a due anni dal trattamento. La diversione biliopancreatica è un intervento in due fasi che si risolve nell'asportazione di una parte consistente, fino al 70-80%, dello stomaco.
Questo induce oltre a una minore capacità dello stomaco stesso anche un crollo nella produzione di grelina, un ormone legato allo stimolo della fame, e proprio questo secondo effetto potrebbe essere quello alla base della scomparsa del diabete: «Il passo successivo dello studio, che stiamo portando avanti insieme ad alcuni ricercatori dell'università di Lione, è proprio cercare di capire meglio i meccanismi legati all'effetto contro il diabete, che sono legati al cambiamento nella produzione di ormoni da parte dell'intestino - spiega l'esperta - questo potrebbe portare allo sviluppo di terapie farmacologiche che imitino l'effetto dell'operazione».

http://www.leggo.it/life/salute/il_diabete_si_puo_curare_col_bisturi_interventi_piu_efficaci_delle_medicine/notizie/172865.shtml

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