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domenica 4 marzo 2012

Criteri per riconoscere precocemente l’autismo

L’autismo è una sindrome psichiatrica biologicamente determinata ad inizio precocissimo: prima del terzo anno di vita. Le vaccinazioni sono state completamente escluse come causa dell’autismo. Il sintomo primario è il disordine cognitivo con una compromissione della comunicazione e quindi dell’interattività sociale. Alcuni pazienti si rivelano abilissimi in alcune attività come il fare calcoli con estrema velocità o parlare in modo compito.

Criteri per riconoscere precocemente l’autismo
Segni a cui prestare attenzione il primo anno di vita:
  • Il bimbo non si gira verso la direzione della voce della mamma;
  • Non risponde con segnali di allerta se viene chiamato il suo nome;
  • Non guarda mai nessuna persona negli occhi, neanche la mamma;
  • Non viene allenato il linguaggio con la lallazione;
  • Non sorride ed è indifferente agli altri;
  • Piange solo nei rari casi di necessità.
Segni a cui prestare attenzione nel secondo anno di vita:
  • Usa una sola parola e non abbozza frasi fino ai 16 mesi;
  • Non utilizza nessun gioco fino ai 18 mesi;
  • Usa due parole in una frase fino ai due anni;
  • Non è interessato a nessun oggetto manipolato da un adulto;
  • Perdita delle capacità verbali
Segni a cui prestare attenzione dopo il secondo anno di vita:
  • Disturbi gastrointestinali compresa la stitichezza;
  • Disturbi del sonno;difficoltà nella coordinazione motoria sia nei grandi muscoli, corsa, che nei piccolo muscoli , nelle mano;
  • Evita il contatto con oggetti e persone;
  • Ritardo nell’acquisizione del linguaggio;
  • Ripetizione di frasi o singole parole, ecolalia;
La precocità della diagnosi è fondamentale per limitare la chiusura sociale dei piccoli pazienti autistici. Precocità significa intervenire sui a soggetti a rischio e per i quali non è ancora stata formulata la diagnosi. Solo a titolo informativo si ricorda che l’autismo ricorre nelle stesse famiglie e che l’incidenza della sindrome è di un bambino ogni 110. L’obiettivo dell’intervento precoce è modificare la storia naturale del disturbo, migliorandone la prognosi.
http://lifestyle.tiscali.it/mamma_bimbo/feeds/12/03/01/t_54_20120301_news_00040.html?bambino

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