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sabato 4 febbraio 2012

Scoperto come asportare le cisti dell’ovaio con e senza rischi

Ricercatori dell'Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma hanno tracciato "un identikit" delle cisti dell'ovaio dovute a endometriosi facendo finalmente luce su quelle che si possono asportare senza rischi per la paziente e quelle la cui asportazione chirurgica, invece, può comportare un rischio per la sua fertilità.
  L'endometriosi interessa un numero decisamente significativo di pazienti in età fertile (15-45% della popolazione) e tra queste, la maggior parte dei casi dimostra un interessamento ovarico della malattia (il cosiddetto endometrioma). Quando togliere una cisti ovarica "endometriosica" senza compromettere la capacità riproduttiva della donna e quando invece aspettare o provare un trattamento farmacologico? La risposta a questa domanda, importante per un intervento molto comune in Italia (più di 1500 interventi l'anno) arriva da uno studio di ricercatori dell'Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma grazie al quale si cominciano a definire le caratteristiche delle cisti ovariche endometriosiche da operare e a quali rischi e controindicazioni per la paziente sono associate. Lo studio è stato condotto dal gruppo del professor Antonio Lanzone, direttore di Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica della Cattolica di Roma, e coordinato dal professor Maurizio Guido, docente nello stesso Istituto e pubblicato di recente sulla rivista Fertility and Sterility.
  "E' emerso - spiega il professor Guido - che soprattutto nelle donne giovani (under-32 anni) rimuovere le cisti endometriosiche di piccole dimensioni può causare un danno molto più importante, arrecando un rischio alla fertilità della paziente che non rimuovere, invece, le cisti di più grandi dimensioni". Le cisti ovariche endometriosiche sono un problema piuttosto comune nelle donne in età fertile, la cui origine resta ancora in gran parte da chiarire. "La prassi abituale è stata quella di procedere alla rimozione chirurgica delle cisti; finora non era ancora chiaro quali potessero essere le conseguenze di questo intervento per la fertilità della paziente", considera il ginecologo Guido. I ricercatori hanno riscontrato che l'asportazione chirurgica delle cisti di minori dimensioni, provoca una maggiore perdita di "follicoli" (e quindi di ovociti); asportarle, dunque, lede almeno in parte la fertilità della donna, mentre la numerosità dei follicoli presenti nelle cisti di maggiori dimensioni è minore, quindi la loro rimozione è meno rischiosa per la fertilità. Inoltre, i ricercatori del Gemelli, attraverso un'indagine istologica dell'endometrioma, hanno individuato due tipologie di "capsula cistica": fibroblastica e fibrocitica, la prima delle quali, più frequente nelle pazienti under 32 anni, è correlata a una maggior perdita di follicoli dopo la chirurgia .http://www.agi.it/salute/notizie/201202031246-hpg-rsa1015-endometriosi_ovaio_ecco_identikit_per_rimuoverla_senza_rischi

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