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venerdì 10 febbraio 2012

Nuova terapia per Diabete tipo 2

Essere "medici" di se stessi può rappresentare una nuova terapia per il diabete di tipo 2. Avere una maggiore consapevolezza della malattia e seguire quindi un automonitoraggio della glicemia (SMBG) permette ai medici di focalizzarsi sulle caratteristiche individuali dei valori glicemici facilitando di conseguenza l'intervento terapeutico adeguato e minimizzando e ritardando il rischio di complicanze (malattie cardiovascolari, vascolari periferiche). Di un approccio individualizzato e strutturato per la gestione del diabete di tipo 2 se ne è parlato a Barcellona nell'ambito della quinta Conferenza internazionale sulle tecnologie avanzate e sui trattamenti per il diabete (ATTD). Da una iniziativa di Roche Diagnostics in collaborazione con un team di diabetologi italiani è nato lo studio PRISMA. Un progetto innovativo, non farmacologico, che basandosi su un nuovo approccio alla gestione della terapia da parte del paziente, è riuscito a dimostrare un significativo miglioramento dei livelli di emoglobina glicata (HbA1c). Per 12 mesi sono state controllate 1.024 persone diabetiche di tipo 2 non trattate con insulina e sono stati coinvolti 39 centri diabetologici italiani (sia universitari che ospedalieri). Due i gruppi: uno (501 pazienti) con automonitoraggio strutturato della glicemia SMBG (4 volte al giorno per 3 giorni alla settimana - tramite dispositivo Accu-Chek Aviva) e uno (523 pazienti) discrezionale quindi con un monitoraggio non costante. I risultati dimostrano che il primo gruppo ha ottenuto una riduzione dell'emoglobina glicata (HbA1c) dello 0,39 % rispetto al secondo gruppo (-0,27). La differenza di 0,12 "su base puramente aritmetica - ha affermato il professor Emanuele Bosi, direttore del dipartimento di Medicina interna all'ospedale San Raffaele di Milano nonché' curatore del progetto - si può tradurre in una riduzione di complicanze cardiovascolari dal 2,2 al 3,8%, malattie coronariche dall'1,6 al 2,7%, malattie coronariche fatali dall'1,9 al 3,4%, infarto del miocardio dall'1,9 al 3,4%, malattie vascolari periferiche dal 3,3 al 5,9%". Altra riduzione "inaspettata - ha aggiunto - è stata quella dell'Indice di massa corporea". .http://www.agi.it/salute/notizie/201202101306-hpg-rsa1017-diabete_tipo_2_automonitoraggio_nuova_terapia

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