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lunedì 13 febbraio 2012

Ipoglicemia

IPOGLICEMIA: forse se ne parla troppo poco e spesso viene riferita solo a chi 'fa l'insulina'. Alcune 'pastiglie' per il trattamento del diabete possono anch'esse associarsi ad un aumentato rischio di ipoglicemia.

Mai sottovalutarla! Parlarne immediatamente con il proprio diabetologo è norma saggia!

Ipoglicemia significa una condizione determinata da un basso livello di zuccheri (glucosio) nel sangue.

In tale condizione l'organismo tutto soffre, perché è privato di un suo 'carburante' essenziale e l'organo che per primo ne soffre e in misura maggiore è il cervello: il nostro 'computer' centrale! A lui, proprio perché stimolato da questo stato di sofferenza, è affidato il compito di reagire e di stimolare quei meccanismi che permettono di far 'rialzare' la glicemia.    

Si scatena così una nutrita serie di effetti e di sintomi, molti dei quali sono correlati al tentativo del nostro organismo di correggere autonomamente quella condizione attraverso la produzione di sostanze (ormoni controregolatori come per es. glucagone e adrenalina) che favoriscano l’aumento della glicemia e che inducano la persona ad accorgersi della necessità di introdurre autonomamente adeguate quantità di zucchero.

Tremore, ansia, nervosismo, palpitazioni, pallore, sudore freddo, irritabilità, instabilità emotiva,  sono il campanello d’allarme di uno scarso afflusso di glucosio al cervello e, se trascurati, possono evolvere fino alla perdita di coscienza. Qualora la perdita di coscienza richieda l’intervento di un’altra persona per la sua soluzione viene definita ipoglicemia grave. Avere a disposizione una fiala di Glucagone da iniettare sottocute (come si fa con le iniezioni di insulina) è nella maggior parte dei casi risolutivo e permette un recupero alla normalità in tempi decisamente più brevi di quelli affidati ai meccanismi spontanei. 

Non tutti i sintomi elencati compaiono durante una crisi ipoglicemica, non vi è un ordine preciso con cui essi si presentano e l’importanza di conoscerli e riconoscerli tempestivamente, specie in situazioni critiche come quelle rappresentate dalla guida di automezzi, può essere fondamentale per la salvaguardia e la sicurezza degli altri e di sé stessi.

Queste poche righe non vogliono essere esaustive e rappresentano solo un richiamo all’opportunità di affrontare in modo completo e sistematico la problematica dell’ipoglicemia con il proprio diabetologo.

E’ fondamentale comunque sapere che i primissimi sintomi di una crisi ipoglicemica comportano la necessità di FERMARSI quanto prima e di assumere 15 grammi di zucchero (3 bustine o zollette o cucchiaini, o 3 tavolette di destrosio, o 125 ml di una bibita zuccherata o 1 succo di frutta) subito e ogni 10 minuti fino a scomparsa dei sintomi.                  

Solo dopo la prima assunzione di zucchero sarà opportuno misurare e monitorare l’andamento della glicemia.

Nessuna paura in questo!

Per l'assunzione di 15 grammi di zucchero la glicemia aumenterà di circa 38 mg/dl. Eventuali ritardi nell'assunzione di opportune quantità di zucchero - per lo stimolo determinato dagli ormoni controregolatori - possono invece essere responsabili di elevazioni maggiori della glicemia.

Per saperne di più non solo sull'ipoglicemia (pag.113-120) "Il diabete Istruzioni per l'uso" di Aldo Maldonato

http://lifestyle.tiscali.it/salute/rubriche/Carboni/2542/articoli/IPOGLICEMIA-forse-se-ne-parla-troppo-poco.html

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