Follow by Email

martedì 3 gennaio 2012

Controllare la pressione arteriosa e prevenire la fibrillazione atriale per combattere l'ictus

OGNI SEI SECONDI, nel mondo, una persona viene colpita da ictus, indipendentemente dall’età o dal sesso, e una persona ogni sei ne rimane vittima nell’arco della sua vita. Il dato è stato diffuso in occasione della Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale, promossa dalla World Stroke Organization (WSO) con il patrocinio del Ministero della Salute. «L’Ictus cerebrale può essere prevenuto e curato», è il messaggio chiave. Costituisce la seconda causa di morte a livello mondiale e la terza causa di morte nei Paesi del G8. In Italia, l’ictus è responsabile del 10-12% di tutti i decessi per anno, rappresenta la prima causa d’invalidità. Nel nostro Paese si verificano oltre 200.000 casi di ictus ogni anno e ben 930.000 persone ne portano le conseguenze. L’ictus non è soltanto una malattia dell’anziano (negli anziani di 85 anni e oltre l’incidenza della patologia oscilla tra il 20 e il 35%): circa 10.000 casi, ogni anno, riguardano soggetti sotto i 54 anni.
LA FEDERAZIONE A.L.I.Ce. Onlus (www.aliceitalia.org), alla presenza del neurologo internazionale, co-fondatore della WSO, Vladimir Hachinski, ha lanciato la sua campagna di prevenzione contro l’ictus cerebrale: presso oltre tremila farmacie nelle principali città italiane, è possibile effettuare gratuitamente il controllo della pressione arteriosa e della fibrillazione atriale, anomalia del ritmo cardiaco. La fibrillazione causa circa 40.000 ictus l’anno nel nostro Paese. «Nelle statistiche ufficiali figura come la prima causa di disabilità tra la popolazione, ma solo il 10% del nostro campione gli attribuisce questo infausto primato – afferma il professor Domenico Inzitari, coordinatore di un’indagine del Censis con l’Università di Firenze – e il 37,9% dichiara di non avere cognizione delle dimensioni del fenomeno». La trombolisi, terapia molto efficace entro le prime 3/4 ore dalla comparsa dei sintomi, va eseguita presso le Stroke Unit, unità specializzate nella diagnosi e nella cura tempestiva dell’ictus, è una misura fondamentale perché può ridurre i danni dopo attacco,  in particolare la disabilità a lungo termine. Ma solo il 26,2% del campione afferma di sapere cosa sia la trombolisi e solo il 15% dichiara di conoscere la Stroke Unit e l’importanza del ricovero tempestivo. Per quanto riguarda il carico assistenziale, è bene ricordare che i parenti prossimi, per la maggior parte la moglie o una figlia, convivono con i pazienti nel 66,2% dei casi e prestano loro fino a 7 ore di assistenza quotidiana.
NEGLI AMBULATORI si assiste a un boom di ipertensione, fattore di rischio per infarti e ictus. Sono i sintomi-spia dello stress patologico, in tempo di crisi sempre più diffusi:  "Stiamo registrando un aumento del 3-5% di disturbi associati allo stress" afferma Ovidio Brignoli, vicepresidente della Società italiana di medicina generale (Simg), a margine di un incontro sullo stress organizzato da Anifa, l’Associazione delle industrie che producono farmaci da ban(automedicazione). "Un trend in crescita, collegato all’incertezza sociale ed economica. A subire l’impatto più pesante dello stress da crisi sono gli uomini, nella fascia d’età tra i 30 e i 50 anni". http://qn.quotidiano.net/salute/2011/11/14/619456-ictus_come_combatterlo.shtml

Nessun commento:

Posta un commento