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lunedì 26 dicembre 2011

Sperimentazione Zamboni

Nel 2008 il chirurgo vascolare Paolo Zamboni ha descritto per la prima volta la correlazione tra Ccsvi (Chronic cerebrospinal venous insufficiency) e sclerosi multipla. Secondo il medico (ma non secondo altri specialisti), sarebbe presente nel 90-95% dei malati di sclerosi un'anomalia congenita delle vene di drenaggio del sangue dal cervello e dal midollo spinale (come giugulari e azygos): il difetto impedisce al sangue di scorrere bene, provocando anche l'accumulo di ferro e metaboliti tossici, che danneggiano tessuto cerebrale e neuroni. Con l'idea che questa insufficienza venosa possa giocare un ruolo importante, Zamboni e il neurologo Fabrizio Salvi dell'ospedale Bellaria di Bologna hanno sottoposto con risultati incoraggianti oltre un centinaio di pazienti a un'angioplastica dilatativa delle ostruzioni venose attraverso cateteri a palloncino.
IL CENTRO DI FERRARA. L'Arcispedale Sant'Anna di Ferrara è stato il primo centro al mondo a effettuare l'angioplastica dilatativa. Esistono cliniche che propongono l'intervento, ma a prezzi molto alti e senza la garanzia che vengano seguiti i protocolli messi a punto dai medici emiliani e pubblicati sul Journal of the Neurological Science e sul Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry.
LA NUOVA SPERIMENTAZIONE: dovrebbe partire a breve per verificare l'efficacia della tecnica secondo rigorosi standard internazionali. Si dovranno attendere i risultati dello studio a doppio cieco prima di passare alla pratica clinica.
LA SPERANZA. Migliaia di pazienti hanno chiesto di essere inseriti in lista d'attesa per l'intervento, ma dovranno aspettare gli esiti della nuova sperimentazione, che potrebbe durare un paio d'anni. Nel frattempo partirà un altro studio, finanziato dall'Associazione italiana sclerosi multipla (Aism), da cui però Zamboni e Salvi si sono dissociati pubblicamente, perché non rispetterebbe i rigorosi standard messi a punto dallo stesso Zamboni.

 In questa contrastata vicenda è intervenuta anche la Società italiana di neurologia (Sin), che raccoglie circa tremila specialisti e che, in polemica con Zamboni, si è dichiarata favorevole alla sperimentazione dell'Associazione italiana sclerosi multipla. «Riteniamo che prima di procedere a sperimentazioni cliniche sull'efficacia e la sicurezza della dilatazione venosa mediante angioplastica in pazienti con sclerosi multipla, sia necessario dimostrare che esistano per lo meno correlazioni epidemiologicamente significative tra Ccsvi e sclerosi multipla, in quanto in caso contrario si esporrebbero i pazienti ai rischi della procedura terapeutica senza alcuna ragione», sostiene la Sin. «Per questo la nostra Società ha dato un forte supporto nella programmazione dello studio sponsorizzato dall'Associazione italiana sclerosi multipla e dalla sua fondazione». http://www.ok-salute.it/diagnosi-e-cure/10_a_sclerosi-multipla-ccsvi_2.shtml

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