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venerdì 16 dicembre 2011

Scoperta proteina che trasforma cellule sane in malate

Un team di ricercatori di Barcellona ha identificato una proteina chiave nella trasformazione delle cellule sane in cellule neoplastiche. Si chiama Cpeb4 e funziona come una specie di direttore d’orchestra del cancro, regolando l’attività di centinaia di geni associati alla crescita della massa tumorale. Utilizzando nei topi cellule di tumori umani, e spegnendo questa proteina, gli scienziati sono riusciti a ridurre dell’80% le dimensioni del massa cancerosa.
L’esperimento spagnolo, pubblicato su “Nature Medicine”, si è focalizzato su tessuti di carcinoma al pancreas e di glioma (un comune tumore al cervello), ma i ricercatori sono convinti che la proteina scoperta possa essere coinvolta anche in molte altre forme di cancro.
Sarebbe quindi un bersaglio utile allo sviluppo di nuovi farmaci antitumorali a largo spettro, «efficaci e con pochi effetti collaterali», assicurano gli autori. Lo studio è firmato da Raùl Mèndez dell’Istituto di ricerca in biomedicina (Irb) di Barcellona, e da Pilar Navarro dell’Istituto di ricerca Hospital del Mar (Imim) della città catalana.
«La peculiarità» messa in luce dal lavoro, spiega Mèndez, specializzato nello studio della famiglia di proteine CPEB, «è che non sarebbe solo la mutazione di un gene specifico a promuovere la crescita tumorale, bensì l’espressione di una proteina in un sito sbagliato, che sguinzaglia centinaia di messaggeri molecolari (gli mRna), i quali a loro volta determinano la sintesi anomala di altre proteine, senza che i geni corrispondenti siano mutati». Questa cascata di eventi, continua lo scienziato, «attiva l’espressione di molti geni che in sé sono normali, ma che vengono accesi troppo e troppo spesso».
Il risultato è una proliferazione cellulare incontrollata, quasi impazzita, che per dimensioni «è più simile a uno stadio di sviluppo embrionale che allo sviluppo di un organo adulto». Esaminando tessuti di pancreas e cervello, Mèndez e colleghi hanno osservato che la proteina CPEB4 non era presente nelle cellule sane, ma soltanto in quelle tumorali. Quindi, con l’esperimento sui topi, hanno provato a spegnerla e hanno visto appunto che la massa tumorale rimpiccioliva moltissimo. Da qui la convinzione che questo studio possa aprire strade finora inesplorate per la messa a punto di nuove terapie contro diverse forme di cancro.
«Le applicazioni cliniche sono molto promettenti - conferma Navarro - Tuttavia è ancora necessario un grande impegno in ricerca, per identificare possibili inibitori della proteina individuata ed eventualmente testarli in vari modelli, prima di valutare l’impiego nei malati».

http://www.ilmessaggero.it/

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