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martedì 20 dicembre 2011

La febbre non è una malattia, ma come possiamo difenderci?

La febbre è uno dei segni clinici più frequenti dei malanni di stagione. Eurosalus continua in questo spazio a occuparsi delle mille possibilità di intervento naturali contro le malattie invernali. Prima di tutto è importante ricordare che la febbre non è un malattia ma una modalità di risposta dell'organismo contro gli attacchi esterni. Il corpo risponde incrementando la temperatura corporea in caso di infezioni (sia virali che batteriche), in caso di intossicazione alimentare, dopo un grosso trauma sia fisico che emotivo. Una temperatura più alta permette al sistema immunitario di funzionare con maggiore efficienza, velocizza la metabolizzazione e la eliminazione delle tossine e permette una più rapida riparazione dei tessuti danneggiati. Senza dimenticare che spesso obbliga a starsene a letto, imponendo un riposo forzato in modo tale da concedere tregua al nostro organismo.

Per tutte queste ragioni quando si decide di intervenire farmacologicamente per ridurre la febbre è importante valutare benefici e costi. Se la febbre non supera i 38 °C è controproducente utilizzare un antipiretico: abbassare la febbre significa solo mettere i bastoni tra le ruote al sistema immunitario allungando i tempi di recupero. Diversamente per febbri estremamente alte, in particolare nei bambini piccoli, abbassare la febbre mette al riparo da eventuali rischi.

Quando una persona ha la febbre è importante che assuma grandi quantità di liquidi. In molti casi questo semplice accorgimento, che spesso non viene preso minimamente in considerazione, è sufficiente per controllare la temperatura. In tutti i casi di febbre risulta indispensabile utilizzare la borsa del ghiaccio. Molto spesso questo banale intervento permetto di abbassare la temperatura e sicuramente regala un po' di lucidità attenuando gli effetti della febbre stessa. Le spugnature sul corpo in particolare sui polsi, sul collo e sulle gambe possono essere un valido aiuto per ridurre la temperatura; ciò per il fatto che la febbre non è una patologia ma un segnale di qualcosa che non va nell'organismo è importante risolvere le condizioni che l'hanno provocata.

Proprio per questo il trattamento varia a seconda delle condizioni che ne sono alla base. Da un punto di vista puramente sintomatico è comunque possibile intervenire con una serie di medicinali omeopatici centrati su questo segno clinico. Ad esempio si utilizzerà Belladonna 9 CH se il malato è rosso in viso, con le pupille dilatate e non sopporta la luce e i rumori. Tipicamente il soggetto emana calore che è facilmente percepibile a distanza; la pelle è bagnata di sudore. Diversamente si preferirà Aconitum 9 CH se la febbre è insorta bruscamente dopo aver preso freddo; la febbre è altissima e non c'è sudore. Ancora si utilizzerà Gelsemium 9 CH in caso di brividi scuotenti anche se la febbre non è così alta, tipicamente il malato sente la testa e le gambe pesanti, ma manca assolutamente la sete. In caso di dolori alle ossa e ai bulbi oculari, sete intensa e febbre alta si userà Eupatorium perfoliatum 9 CH.

Del rimedio scelto si utilizzeranno 3-4 granuli anche ogni 10 minuti riducendo la frequenza delle assunzioni in base al beneficio ottenuto. Molto spesso capita che le caratteristiche della febbre si modifichino: ad esempio dopo aver preso freddo in una serata particolarmente rigida si torna a casa con una febbre alta e improvvisa. Si comincerà subito ad usare Aconitum anche ogni 10 minuti. Può poi comparire un intensa sudorazione e una congestione del volto: è quindi il momento di usare Belladonna. Se per finire il quadro è dominato dalla dolorabilità ossea e da una profonda astenia si interverrà con Eupatorium.

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