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venerdì 16 dicembre 2011

Cause ambientali e genetiche causa dei noduli tiroidei

I fattori ambientali implicati nella genesi dei noduli tiroidei sono rappresentati principalmente dalla carenza iodica, vale a dire che la prevalenza dei noduli tiroidei è inversamente proporzionale alla quantità di iodio assunto dalla popolazione. Queste osservazioni sono state ottenute da numerosi studi epidemiologici, ottenuti mediante palpazione o ecografia su popolazioni esposte a diete con differente apporto di iodio. Altri fattori ambientali proposti quali elementi di rischio sono quelle sostanze presenti nella nostra alimentazione che interferiscono con il metabolismo dello iodio (oggi definite interferenti endocrini, quali nitrati tiocianati e il perclorato, anche se oggi presenti a basse concentrazioni in qualità di contaminanti ambientali) e il fumo di sigaretta.
LA CARENZA di iodio provoca un aumento cronico dei livelli sierici di TSH che è responsabile della crescita della ghiandola. Non solo. Anche una carenza nei livelli di iodio intratiroideo può modulare la risposta, un meccanismo aggiuntivo che rende la cellula follicolare più sensibile all’effetto di stimolo. Nel tempo la tiroide cresce di volume e provoca la formazione dei noduli che possono essere isolati o multipli. Una predisposizione genetica per lo sviluppo di noduli tiroidei è stata dimostrata da studi familiari. Anche l’elevata incidenza nelle femmine e la più alta concordanza nei gemelli monozigoti che in quelli dizigoti suggerisce una forte predisposizione genetica. I gemelli monozigoti femmine hanno un’alta concordanza per lo sviluppo dei noduli in aree endemiche a carenza iodica rispetto ai gemelli dizigoti. Difetti in geni che giocano un ruolo importante nella fisiologia tiroidea e nella sintesi ormonale possono contribuire alla trasformazione nodulare della tiroide. Quindi la variabilità che deriva da mutazioni geneticamente documentate può essere modulata da fattori ambientali quali l’apporto di iodio, il fumo, l’età avanzata ed il genere femminile.
OGNI PAZIENTE con nodulo tiroideo viene seguito secondo precisi criteri diagnostici. In primo luogo l’ecografia del collo, l’attenta valutazione clinica e un prelievo del sangue. In alcune condizioni può essere opportuna la scintigrafia per lo studio metabolico del nodulo. Recentemente sono state proposte tecniche diagnostiche avanzate con la sono-elastografia. Necessario, al fine di stabilire l’esatta diagnosi, l’agoaspirato con esame citologico.http://qn.quotidiano.net

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