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mercoledì 16 novembre 2011

Niente fecondazione assisitita per chi ha malattie genetiche

Sono state inviate al Consiglio Superiore di Sanita' per un parere obbligatorio le nuove linee guida della legge 40 sulla Fecondazione assistita, a tre anni dalle linee guida emanate dall'allora ministro Turco. Nel documento non si modifica il passaggio della legge che vieta il ricorso alla fecondazione assistita per i portatori di malattie genetiche, come talassemia e fibrosi cistica, malgrado le sentenze dei tribunali di Bologna, Salerno e Firenze che in questi anni hanno permesso alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche di accedere alla fecondazione assistita per effettuare diagnosi preimpianto sull'embrione. Non una novita' dunque il divieto per le coppie con malattie genetiche, ma solo una conferma della legge 40, che gia' nella sua formulazione originaria prevede l'accesso a tecniche di procreazione medicalmente assistita solo per le coppie infertili. D'altra parte, spiega all'Agi il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, "le linee guida non possono modificare una legge. E la legge 40 e' ispirata a un principio molto chiaro: dare la possibilita' alle coppie infertili di avere un figlio, con gli stessi criteri delle coppie fertili. Quindi no alla fecondazione eterologa, che certo le coppie fertili non possono fare se non con un tradimento, e no alla diagnosi preimpianto.
Le sentenze dei Tribunali valgono per i casi singoli. Per modificare una legge serve una di queste tre cose: un intervento del Parlamento, un referendum o una sentenza della Corte Costituzionale. E infatti abbiamo eliminato il passaggio sull'obbligo di impiantare contemporaneamente un massimo di tre embrioni, giudicato incostituzionale dalla Consulta nel 2009.
Per il resto si tratta solo di un aggiornamento delle linee guida sulle procedure e le tecniche di Pma, la legge resta quella".
http://www.agi.it

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