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martedì 8 novembre 2011

Anomalia cardiaca: Forame ovale pervio interatriale

In questi giorni abbiamo sentito spesso parlare di forame ovale pervio interatriale: è l’anomalia cardiaca che ha causato l’attacco ischemico ad Antonio Cassano, costringendolo a un ricovero e al successivo intervento, perfettamente riuscito, e che lo terrà comunque lontano dai campi di gioco per i prossimi sei mesi.

Ma non parliamo di un problema raro: si stima, anzi, che il forame ovale pervio, normalmente abbreviato in Pfo, sia presente in circa un quarto della popolazione adulta. «Si tratta di un difetto del setto che divide i due atri, solitamente a livello della fossa ovale. Normalmente è presente alla nascita, ma nei primi giorni di vita tende spontaneamente a chiudersi, impedendo al sangue di mescolarsi» ha spiegato alla stampa Guidalberto Guidi, cardiologo della clinica Fornaca di Torino.

Il cuore, ricordiamolo, è diviso in quattro parti cave, due atri posti nella parte superiore e due ventricoli immediatamente sotto. Gli atri comunicano con i sottostanti ventricoli tramite le valvole atrioventricolari: a destra la valvola tricuspide e a sinistra la mitrale. La parte destra del cuore è separata da quella sinistra in modo completo dal setto interatriale e dal setto interventricolare e proprio nel setto interatriale può essere presente il Pfo.
Evidentemente nel caso del bomber rossonero, il piccolo foro non si è chiuso spontaneamente durante la crescita: « Se ciò non avviene, nella vita adulta può succedere che microtrombi, magari formatisi in seguito ad ematomi da trauma, possano passare indisturbati dal sangue venoso al sangue arterioso e andare ad embolizzare e ostruire il flusso in qualche arteria. Se avviene nel cervello si manifesta l'ischemia cerebrale» sottolinea il cardiologo. Il goleador di Bari Vecchia è andato incontro proprio a una sofferenza cerebrale su base ischemica, fortunatamente un problema che gli ha causato vertigini, difficoltà visive, incapacità nel parlare e difficoltà nei movimenti, fortunatamente transitori.

Ma queste conseguenze si potrebbero evitare individuando la malformazione per tempo: «Non esiste alcun segno clinico rilevabile con la sola visita medica, né con l'elettrocardiogramma, ma basta sottoporsi a degli esami specifici come l'ecocolordoppler, o l'ecocardiogramma tridimensionale o, in alcuni casi, l'ecocardiogramma trans esofageo» spiega Guidi, che ricorda che «circa il 5% dei giovani affetti da cefalea ricorrente sono portatori di questa piccola ma subdola patologia cardiaca».

Una volta individuata non serve la chirurgia, ma si può rimediare, come nel caso di Fantantonio, «con il posizionamento di un ombrellino tra gli atri, per via vascolare percutanea, tramite un sottile catetere in anestesia locale» conclude il cardiologo.
http://www.sanihelp.it/

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