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mercoledì 5 ottobre 2011

Vidatox, un farmaco anticancro estratto dal veleno dello scorpione azzurro

Cresce la preoccupazione per il Vidatox. Il vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Domenico Gramazio, ha infatti inviato un'interrogazione urgente al ministro per conoscere "quali azioni" il governo "intenda intraprendere, in accordo con l'Agenzia italiana del farmaco, per vietare la distribuzione in Italia del Vidatox", un farmaco anticancro estratto dal veleno dello scorpione azzurro, prodotto a Cuba dalla Labiofam.
L'interrogazione arriva dopo un reportage - anticipato dall'Adnkronos Salute - che sarà trasmesso a novembre su Doctor's Life, il primo canale televisivo tematico dedicato ai medici e alla medicina, in onda sulla piattaforma Sky. "Dal servizio - si legge nell'interrogazione di Gramazio - si apprende che circa 35 mila italiani si sono recati a Cuba per acquistare il Vidatox". A spingere il senatore Pdl a rivolgere l'interrogazione al ministro è stato sia "l'ampio risalto dato alla notizia dalla stampa e dalle televisioni nazionali", sia il sequestro del medicinale effettuato venerdì scorso dalla Guardia di Finanza di Bari. Gramazio chiede quindi al ministro quali azioni intenda intraprendere, "a garanzia dell'incolumità pubblica, fin quando il farmaco venga testato e ne venga garantita la validità". Intanto il ministro Fazio dal canto suo ricorda che l'utilizzo di prodotti non certificati, come il Vidatox "può essere fuorviante e tossico" per i pazienti terminali oncologici. "Usare farmaci non documentati - avverte il ministro - può essere dannoso. Sia il ministero della Salute che l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sono disponibili, a regole certe per la salute del cittadino, a sperimentare. Ora - conclude - dobbiamo ricordare che i farmaci non certificati possono essere tossici e mettiamo in guardia i pazienti dal loro utilizzo".
Sulla questione è intervenuto anche Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di Oncologia medica dell'Istituto Nazionale Tumori di Aviano: "Il ministero della Salute e l'Agenzia italiana del farmaco dovrebbero innanzitutto valutare se il Vidatox è nocivo e pericoloso per la salute dei cittadini. Date le dimensioni del fenomeno, e dal momento che non ci sono dati riguardo questo medicinale, è il primo passo da fare per salvaguardare la salute dei pazienti". Se il primo passo delle autorità sanitarie dovrebbe essere quello di valutare la sicurezza del farmaco, il secondo - per Tirelli - è certamente quello di dare i giusti messaggi ai cittadini.
"E' necessario - spiega l'oncologo - dire ai pazienti di non tralasciare le terapie ortodosse, che possono essere sia chirurgiche che radioterapiche. Questi fenomeno infatti - conclude Tirelli - possono creare disorientamento tra i malati, che presi dalla disperazione sono sempre alla ricerca della cura miracolosa".
Di nessuna novità parla Luciano Caprino, professore emerito di Farmacologia all'universita' La Sapienza di Roma: "Gia' negli anni '30 in Italia si faceva ricorso, come anticancro, al veleno del cobra. La cobratossina, oltre che come antidolorifico, veniva infatti utilizzata come terapia antitumorale. Solo dopo si capi' che questo rimedio non portava nessun beneficio.
Altrimenti, a quest'ora, la sostanza sarebbe stata purificata e prodotta". "Gia' negli anni '30 - spiega Caprino, che al riguardo sta facendo delle ricerche - veleni di api, scorpioni, tarantole e cobra avevano dimostrato una forte azione antidolorifica nelle nevralgie cancerose, piu' della morfina, e venivano utilizzati come terapia nei confronti del cancro stesso".
Insomma, per Caprino il farmaco ricavato dallo scorpione azzurro di Cuba, non rappresenta affatto una novita' in materia. "Questo - aggiunge l'esperto - dovrebbe far riflettere su questo tipi di rimedi. Inoltre - conclude - se un prodotto e' in concentrazione cosi' bassa", come nel caso del Vidatox, "e' difficile che raggiunga il bersaglio". http://www.adnkronos.com

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