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domenica 9 ottobre 2011

Cosa contengono i vaccini?

La vaccinazione non intende essere una misura terapeutica, bensì profilattica, cioè si tratta di agire
su persone sane per impedire che si ammalino in futuro di una certa malattia. Il vaccino è un
preparato derivante da una sospensione di batteri o virus, che possono essere vivi attenuati o uccisi.
Sono perciò detti “antitossici” quelli costituiti da batteri (del tifo, della tubercolosi, della peste,
ecc.); sono detti “antivirali” quelli costituiti da virus (polio, rabbia, vaiolo, influenza, ecc.); altri
vaccini sono ottenuti per manipolazione genetica. Il principio sul quale si basano le vaccinazioni
pretende che inoculando nell’organismo questi virus o batteri, vivi, attenuati o uccisi, naturali o
manipolati geneticamente, si sviluppino poi degli anticorpi che dovrebbero proteggere l’organismo
contro la malattia di cui ha già ricevuto il virus o batterio, iniettatogli nel sangue, o assunto per via
orale.
Di fatto il vaccino del vaiolo è coltivato sulla pelle di vitelli e pecore, oppure occhi di coniglio;
quello del tetano è ricavato da tessuti di cavallo; quello della rabbia da tessuti di cane, pecora,
scimmia, coniglio, criceto, ratto, topo, uovo di gallina, uovo di anatra; Quello della tubercolosi usa
le arvicole o le mammelle di mucca; quello della polio usa reni e testicoli di scimmia; quello contro
la rosolia usa reni di coniglio; il vaccino contro il morbillo usa tessuti di cani, reni di porcellini
d’india, uova di quaglia giapponese, embrioni di pollo; quello contro la pertosse è coltivato su
tessuti di topo, oppure su muco tratto dalla gola di bambini infetti; quello antinfluenzale su
embrioni di pollo; quello antidifterite su sangue putrefatto di cavallo; quello antitifo è ricavato da
materia fecale decomposta di ammalati di tifo. Quasi sempre, su questi tessuti animali vi sono altri
virus o batteri diversi da quelli di cui si vorrebbe l’immunizzazione, con la conseguenza che la loro
introduzione nel sangue costituisce un salto nel buio: non si sa quali effetti potrebbero avere, a
breve o a lungo termine.
Prima che un bambino abbia raggiunto l’adolescenza, nel suo sangue saranno stati iniettati vaccini
con sieri antitossine per vaiolo, idrofobia, tetano, meningite cerebrospinale, febbre tifoidea, difterite,
polmonite, scarlattina, ecc….il sangue di un adulto diventerà una mistura di dozzine di sporchi
estratti batterici, di materie contaminate da malattie e di veleni utilizzati in farmaci distruttivi.30
In generale, va detto, e la cosa è provata anche dalla letteratura scientifica della medicina
occidentale, che qualsiasi intromissione nel sangue (iniezione) di qualsivoglia sostanza (anche le
più innocue), è potenzialmente dannosa per l’organismo, che è programmato a usare l’apparato
digerente per l’introduzione di qualsiasi sostanza proveniente dall’esterno, mai direttamente nel
sangue31.
Le sostanze che accompagnano il vaccino vengono dette “formulazione” e contengono anzitutto
dell’idrossido di alluminio (sostanza con alto potere di assorbimento che accoglie il vaccino vero e
proprio); poi c’è un battericida e fungicida che è il thiomersal (tiosalicilato di mercurio); seguono
formaldeide (nota sostanza cancerogena) e antibiotici (come neomicina, ecc). Le sostanze più
pericolose sono l’idrossido di alluminio, Al(OH)3, e il mercurio. Il primo, depositandosi nel
cervello è indicato, in generale, come responsabile del morbo di Alzheimer; il secondo è noto come
metallo pesante ad alta tossicità che si accumula nei reni e nel fegato, con tempi di eliminazioni che
vanno da 12 a 15 anni. Ma il mercurio è anche capace di produrre aberrazioni cromosomiche,
capaci di riverbero sulle generazioni successive.

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