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martedì 13 settembre 2011

La febbre del Nilo arriva in Italia

La febbre del Nilo, causata dalla zanzara culex, arriva a Treviso e fa due ammalati: una donna di 90 anni e un uomo di 84. Immediato l’allarme per la diffusione del virus. Il territorio è diventato "sorvegliato" speciale: test specifici per i donatori di sangue, mentre chi ha soggiornato anche una sola notte nella Marca dovrà astenersi dalle donazioni per 28 giorni. Sono le indicazioni che arrivano dall’Usl 9 e dalla Fidas allo scopo di prevenire la trasmissione trasfusionale del virus West Nile. Una misura precauzionale, quella della sospensione delle donazioni, alla luce dei due casi di "febbre del Nilo" registrati a Treviso e ritenuti i più gravi in Italia.
La direzione sanitaria dell’Usl 9 sta ora attuando il protocollo regionale che prevede il monitoraggio di altri casi sospetti. Tra le misure adottate c’è anche la prevenzione e la sorveglianza sulle attività trasfusionali. Chi dona sangue viene sottoposto a un ulteriore test preventivo per verificare l’eventuale presenza del virus. Non solo: la Fidas, la Federazione italiana associazioni donatori di sangue rende noto che tutti coloro - turisti o gente di passaggio - che hanno soggiornato a Treviso e Venezia anche solo per una notte, dovranno astenersi dal donare per 28 giorni.
Una misura, questa, presa perché il test specifico sulla presenza dle virus che viene fatto in Veneto a tutti i donatori (secondo quanto assicura l’Avis regionale) non è obbligatorio in tutte le Regioni. "Sono misure precauzionali - spiega Gino Foffano, presidente provinciale dell’Avis - L’importante è garantire le sacche. Se n
on basteranno faremo donare di più quelli che possono farlo".
I due trevigiani intanto sono ricoverati al Ca’ Foncello. Si tratta di un novantenne in Rianimazione in condizioni critiche. Un uomo di 84 anni, invece, si trova in area medica e sta migliorando. Si tratta di pazienti che versavano già in stato di salute critica e l’infezione da virus West Nile ha peggiorato il loro quadro complessivo. La presenza del virus è stata diagnosticata nei laboratori di microbiologia di Treviso. "Il virus del Nilo non rappresenta una novità e casi sono già noti da anni - rassicura il direttore di ospedale Michele Tessarin - Nei mesi caldi si manifesta in Italia, nelle regioni ricche di corsi d’acqua"http://affaritaliani.libero.it/

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