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domenica 14 agosto 2011

Pelle elettronica per riparare lesioni

I tatuaggi diventano elettronici, aderiscono alla pelle come quelli temporanei, ma il loro scopo non è decorativo: possono essere utilizzati come una vera e propria pelle elettronica in grado di restituire le sensazioni tattili a chi li ha perdute o di rilevare costantemente alcuni parametri, come per esempio quelli relativi al funzionamento del cuore. Più sottile di un capello umano, il dispositivo chiamato Sistema elettronico epidermico (Ees) è stato messo a punto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall'americano John Rogers dell'università dell'Illinois a Urbana, e reso noto sulla rivista Science.
L'Ees, sottolineano i ricercatori, potrebbe anche essere usato come una benda elettronica che accelera la guarigione di ferite e ustioni. Il sistema consiste in uno strato di poliestere elastico nel quale sono stati integrati sensori in miniatura, led, piccoli trasmettitori e ricevitori, una mini antenna wireless e mini celle solari che riforniscono il sistema di energia. Il dispositivo ha la stessa elasticità della pelle umana e le pieghe dei circuiti si adattano perfettamente all'epidermide senza ostacolarne i movimenti.
"Il nostro obiettivo era quello di sviluppare una tecnologia elettronica in grado di integrarsi con la pelle in un modo meccanicamente e fisiologicamente invisibile per l'utente" ha osservato Rogers. Il dispositivo può essere utilizzato anche per permettere di provare sensazioni tattili alle persone con arti artificiali, o di monitorare costantemente alcuni parametri, come quelli relativi al funzionamento del cuore, senza la necessità di voluminose apparecchiature.
Testata su un gruppo di volontari la pelle elettronica ha dimostrato di non irritare quella naturale e, nei monitoraggi, di funzionare per oltre 24 ore. Non è la prima volta che si lavora a questo tipo di tecnologie, ma ora è stato compiuto un ulteriore passo in avanti. Anche nel 2010 su Nature Materials è stata, infatti, descritta una pelle elettronica le cui applicazioni però erano rivolte alla robotica e alle protesi di nuova generazione.http://notizie.tiscali.it/

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