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martedì 16 agosto 2011

La nostra salute dipende dai denti

Difficile da credere, ma esiste uno stretto legame tra la salute del corpo e quella dei denti anzi, della bocca. Secondo recenti ricerche, una bocca "in equilibrio"non solo porterebbe diversi benefici a livello fisico ma aiuterebbe anche a risolvere molti problemi psicofisici tra cui ansia, depressione, acufeni, vertigini.
Uno dei primi scopritori di questa incredibile connessione tra corpo e psiche è stato il dottor Micheal Montaud, dentista francese. È lui che ha dato i natali a un nuovo tipo di terapia dentistica che, con il tempo è stata battezzata con un nome curioso: Dentosofia, saggezza dei denti. Il dentosofo, quindi, non è un dentista come tanti, ma un vero e proprio “Saggio dei denti”, in grado di leggere, attraverso l’osservazione della bocca del paziente, gli eventuali conflitti emotivi e problemi fisici che accusa.

Una novità, quindi? Niente affatto: la connessione tra denti e vari organi era già stata scoperta dal dr. Voll negli anni ‘50. Fu lui, infatti, a elaborare una vera e propria Tavola in cui si evidenziava la relazione tra organi, ossa, articolazioni, ghiandole, apparati e ogni singolo dente. Ma, a farla tornare in auge, fu Montaud che, deluso dalle ordinarie procedure dentistiche che avrebbero richiesto l’estrazione di molti denti al figlio a causa di una malocclusione scoprì, quasi per caso, un piccolo apparecchio di caucciù, ideato negli anni Cinquanta dai professori Soulet e Besombes. Mai avrebbe immaginato che dal quel momento la vita di suo figlio, e di centinaia di altri pazienti, sarebbe cambiata improvvisamente – non solo promuovendo un allineamento quasi perfetto dei denti, ma rendendo le persone più equilibrate a livello psichico e fisico. Come è possibile tutto questo? Abbiamo chiesto delucidazioni al dottor Francesco Santi, medico dentista e dentosofo di Saint Vincent (AO) e Torino, che per suoi pazienti utilizza un apparecchio denominato ACOM (Armonizzatore Cranio-Occlusale di Montorsi).

Dottor Santi, perché il rapporto denti-cranio-mandibola è così importante?
E’ il concetto osteopatico di relazione tra denti, cranio e mandibola – spiega Santi – Il cranio non è una struttura rigida come si è soliti pensare, ma è costituito da tante ossa articolate tra loro, che mantengono per tutta la vita un certo grado di mobilità. Questa mobilità è fondamentale per quello che viene definito ‘movimento respiratorio primario’, o ‘respirazione cranio-sacrale’: un movimento ritmico di espansione e flessione delle ossa del cranio (a partire da cervello, ventricoli cerebrali, membrane craniche, coccige e articolazioni sacro-iliache). Questo processo, si ritiene sia in relazione con la produzione e la circolazione del liquido cerebrale”. Insomma, una relazione davvero vitale che spesso viene sottovalutata e, altrettanto spesso, causa disturbi a cui non si riesce a dare una spiegazione. “Di fondamentale importanza per la respirazione cranio-sacrale è la mobilità della base cranica – sottolinea Santi – Queste membrane sono rigide e inestensibili, il che comporta che, se vengono tirate più da una parte, il loro capo opposto è obbligato a seguire. Immaginiamo un tiro alla fune: se uno dei due contendenti tira di più, l’altro deve cedere e avvicinarsi. Qui convergono anche i vettori di forza di tutti i denti. E’ proprio questo l’incrocio fondamentale: una maggiore trazione sull’apofisi da parte delle membrane comporta uno spostamento dei denti. Viceversa, uno spostamento forzato dei denti [come nel caso degli apparecchi dentali, ndr] che non tenga conto di tutto l’insieme, può causare alterazioni delle ossa craniche e di tutta la colonna vertebrale”. Inquietante. Ma c’è sempre una possibilità d’intervento. Certo, prima si fa – nel senso di età – meglio è, tuttavia anche da adulti è ancora possibile intervenire.

Dunque, tutto è partito dalla scoperta di una “malocclusione”. Ma cos’è?
In quest’ottica la malocclusione non è un’anomala disposizione dei denti, ma rappresenta la migliore compensazione che l’organismo riesce a trovare per adattarsi a torsioni e disequilibri”.

Come si può intervenire, quindi? “L’esperienza terapeutica ha dimostrato che gli apparecchi che impiega la dentosofia sono in grado di agire su svariati sintomi legati a uno squilibrio della bocca” – spiega Santi – Questi spaziano da problematiche dolorose (quali cefalea, emicrania, dolori a vari settori della colonna e articolari) a patologie allergiche (eczemi, psoriasi, asma); da disturbi psichici (stress, depressione, ansia) a patologie della sfera otorinolaringoiatrica (angina, otiti, faringiti). Sono proprio questi i sintomi che costituiscono un’indicazione all’uso di questo genere di ‘apparecchi’ nell’adulto”.

Dottor Santi, dovremo quindi rimetterci l’apparecchio, anche da adulti?
No, L’Acom, per esempio, non è un apparecchio ortodontico, che raddrizza i denti, ma svolge un’azione ortopedica sul complesso costituito da denti e ossa del cranio, e sull’intera colonna vertebrale e postura. Mordicchiandolo si modifica l’assetto di denti, mascella e ossa craniche, liberando la propria capacità di stabilire una nuova relazione con il sistema. È infatti una metodica che fa leva sulle capacità di autoguarigione del paziente”, sottolinea Santi che poi, per fortuna, c’informa che questo genere di ‘apparecchi’ non devono essere portati sempre, ma bastano due ore in totale al giorno – suddivise anche in mezz’ore, e poi di notte.

A chi è indicato l’Acom?
L’Acom è indicato, con aspettative diverse, a ogni età. Nel bambino permette un più equilibrato e armonico sviluppo cranio-occlusale, con effetti benefici sulla postura. Nell’adulto può essere utilizzato a qualsiasi età, ma solo quando siano presenti sintomi e non a scopo prettamente estetico. Le controindicazioni sono poche.

Ecco, quindi, come i denti non siano funzionali solo per avere un bel sorriso o per masticare. E chi l’avrebbe detto che, proprio a causa di problemi della bocca, spesso si possa soffrire di disturbi a cui è difficile dare una spiegazione e, allo stesso tempo, una cura adeguata. Così, prima di peregrinare a destra e sinistra, magari è utile farsi fare una visita dal dentista che, ovviamente, sia a conoscenza di certi meccanismi che coinvolgono bocca, corpo e psiche. http://www.tgcom.mediaset.it/

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