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martedì 16 agosto 2011

Donne over 50 a rischio diabete

Contro il diabete 'rosa', attività fisica su misura e spesa intelligente al supermarket:
evitare di guidare il carrello tra gli scaffali poco prima di pranzo e non farsi tentare da offerte famiglia e confezioni maxi. Sono alcuni dei consigli degli esperti per la prevenzione al femminile della 'malattia del sangue dolce', che colpisce soprattutto le donne, specialmente durante la menopausa. Di questo tema si è parlato oggi a Milano, in un incontro promosso da Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna). "Allenatevi contro il diabete", è l'invito degli specialisti riuniti per l'occasione. Con oltre 200 milioni di malati nel mondo, e tre milioni in Italia di cui un sesto nella sola Lombardia, il diabete di tipo 2 è considerata dalle autorità sanitarie internazionali una vera e propria epidemia. "In Italia il numero dei casi è in costante aumento", spiega in una nota Stefano Genovese, responsabile di diabetologia all'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano). Per il 2030 si calcola che i pazienti saranno "oltre 5 milioni", avverte. Inoltre, sempre nella Penisola, "oggi 1,5 milioni di persone ancora non sanno di essere malate". Il diabete è una malattia subdola, ricordano gli esperti, con sintomi sempre leggeri e sfuggenti: solo un po' di sete in più, ferite banali che faticano a guarire, infezioni alle vie urinarie. Eppure basta davvero poco per 'dribblare' la "malattia del cibo e della pigrizia". "Abbiamo declinato il diabete al femminile - sottolinea Francesca Merzagora, presidente di Onda - perché la donna è tre volte colpita da questa malattia: si può ammalare più degli uomini, soprattutto dopo i 50 anni; è ancora la donna che cura l'alimentazione di tutta la famiglia e decide cosa va in tavola, e svolge l'importantissimo ruolo di caregiver nei confronti dei familiari malati, sostenendoli nella gestione della malattia", dice. "La menopausa è una età di grande cambiamento per la donna: può aumentare di peso - osserva Genovese - si trova a sopportare problematiche di salute correlate, rimane un po' più sola nell'ambiente familiare, magari è in pensione e tende a una maggiore sedentarietà. Proprio in questa fase il diabete può fare la sua comparsa e complicare una condizione già delicata". Più attenzione, dunque, agli stili di vita. Prima regola, muoversi di più. Ma "con attenzione - precisa il diabetologo - perché il movimento, come ogni medicina, va prescritto 'su misura'". E così "chi è tonica può pensare al cardiofitness in palestra, chi è in sovrappeso può ottenere benefici lasciando la macchina a casa e passeggiando fino al supermercato", mentre "se una donna è più anziana è ottima la ginnastica in acqua". Cruciale anche la dieta. "Limitare i cibi con zuccheri semplici o con indice glicemico elevato come pane, pasta, dolci non è una condanna - assicura Andrea Mangiagalli, medico di medicina generale della Asl 2 di Milano - Può essere l'occasione per scoprire che esistono ottimi piatti leggeri e saporiti per nulla pericolosi. La terapia del diabete di tipo 2 è infatti soprattutto una terapia 'comportamentale'", puntualizza. Infine, bisogna imparare a fare la spesa. "Non andare mai al supermercato prima di pranzo, quando il picco insulinico è alto, è fondamentale. Si è scoperto infatti che in questi casi, soprattutto le donne tendono ad acquistare cibo 'proibito' e in quantità eccessiva per loro e per i loro familiari. Attenzione anche alle 'offerte famiglia' o a confezioni troppo grandi: l'obiettivo è far acquistare più cibo di quello che realmente serve", conclude.

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