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giovedì 25 agosto 2011

Dermatite atopica

Un milione di bambini italiani soffre di dermatite atopica. E i casi sono in continuo aumento: negli ultimi dieci anni, nella fascia di età compresa tra i 6 e i 7 anni, si è registrato un incremento del 6,2%. Appena inferiore, ma comunque sensibile, la crescita per la fascia di età 13-14 anni: +2%.
Dietro il boom di questa patologia di carattere cronico tipica dell’infanzia, i cui sintomi sono rossore, secchezza cutanea, prurito intenso e la formazione di vescicole e croste, c’è il cambiamento degli stili di vita delle famiglie. Come spiega Alessandro Fiocchi, direttore della Divisione di Pediatria presso l’Ospedale Macedonio Melloni di Milano, “la crescita dei casi si registra soprattutto nei Paesi occidentali e in quelli che si stanno occidentalizzando. Come le malattie a carattere allergico, la dermatite colpisce soprattutto i bambini che vivono in famiglie poco numerose (ne sono affetti in particolare i primogeniti), caratterizzate da un elevato livello culturale, residenti nelle città”.

I numeri del fenomeno
La dermatite in Italia colpisce il 7% dei bambini. Nel 65% dei casi si manifesta entro il primo anno di vita, nel 90% entro i 5 anni. Tra i 6 e i 7 anni ne soffre il 14%, mentre tra i 13 e i 14 anni la percentuale scende all’11%. Anche gli adolescenti sono colpiti: superata la fase della pubertà, in circa il 50% dei casi si osserva un miglioramento spontaneo dalla malattia, mentre nel rimanente 50% la patologia permane.

I sintomi
“I sintomi sono facilmente riconoscibili”, spiega Carlo Gelmetti, responsabile del Servizio di Dermatologia Pediatrica presso l’Istituto di Scienze dermatologiche dell’Università di Milano. “Il bambino presenta alterazioni cutanee evidenti, manifesta una forte tendenza al grattamento, è irrequieto, ha difficoltà a dormire, nella crescita presenta facilità di rinite e asma oltre a numerose allergie alimentari”. Non solo: “Nei primi mesi di vita sono spesso colpiti la testa, le guance e le superfici estensorie degli arti. Dopo il primo o secondo anno di età le zone più interessate sono il viso, le mani e le pieghe dei gomiti e delle ginocchia”.
La dermatite atopica è caratterizzata inoltre dall'alternanza di fasi di riacutizzazione, soprattutto durante la stagione fredda, e fasi di remissione, in prevalenza d’estate grazie all'azione benefica dei raggi ultravioletti.

La terapia classica della dermatite atopica si è finora basata sui corticosteroidi topici: “Da 50 anni a questa parte, hanno costituito la terapia di riferimento”, dice Giampiero Girolomoni, direttore della Clinica dermatologica presso l’Università Verona. “Ma il loro impiego a lungo termine è stato associato a una vasta gamma di pericolosi effetti collaterali, dall’assottigliamento della pelle alla comparsa di macchie cutanee, che possono indurre i pazienti a sospendere la terapia, limitandone l’efficacia”.
La speranza si ripone quindi nei nuovi farmaci non steroidei in crema, capaci di ridurre la dermatite atopica nelle aree dove è maggiormente visibile, cioè su viso e collo, le parti del corpo dove i pazienti più piccoli sono maggiormente colpiti. http://staibene.libero.it/

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