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martedì 30 agosto 2011

DANNO BIOLOGICO da VACCINO del Dott. Massimo Montinari

Alla stragrande maggioranza dei bambini italiani vengono somministrati nei primi ventiquattro mesi di vita, 21 vaccini di cui 12, comunque, di legge (NdR: gli altri sono facoltativi).
Tutto questo senza tenere alcun conto di possibili interferenze costituzionali o miasmatiche o della tossicità indotta dagli stessi costituenti vaccinali.
Diversi omeopati, in tutto il mondo, si sono occupati del problema raccogliendo i casi clinici dei soggetti che hanno subito danni da vaccinazione senza però approfondire il meccanismo immunogenetico del danno.
Il presente studio si pone l'obiettivo di fornire.
1) indicazioni sul danno biologico prodotto da metalli pesanti ed eccipienti contenuti nei vaccini.
2) indicare gli screening da effettuare nei neonati prima di sottoporli a pratica vaccinale tramite la tipizzazione linfocitaria (*) ed HLA (C).
NdR: (C) "Le Tipizzazioni HLA (sierologica e/o molecolare) vengono eseguite in laboratorio attrezzato, esclusivamente a livello genomico.
Le attività diagnostiche principali del laboratorio sono la tipizzazione di pazienti e dei loro familiari.
Gli esami HLA eseguiti sono : tipizzazione genomica HLA-A, HLA-B, HLA-C;HLA-DRB a bassa risoluzione;
HLA-DQB1 a bassa risoluzione; HLA-DRB ad alta risoluzione; HLA-DQB1 ad alta risoluzione;
HLA-DQA1 ad alta risoluzione; HLA-DPB1 ad alta risoluzione; ricerca dell’HLA-B27 (la ricerca dell’HLA-B51 si esegue tramite tipizzazione completa HLA-B)".
3) indicare gli esami diagnostici (A) da effettuare per confermare, in presenza di sintomi concordanti, il danno biologico subito.
4) analizzare i sintomi presenti nei bambini con lesioni cerebrali minime e danno neuro­comportamentale e la loro possibilità di recupero tramite il trattamento omeopatico individualizzato.
5) sollecitare il Ministero della Salute e le aziende farmaceutiche ad una produzione di vaccini che possano ridurre il danno biologico.
6) favorire a livello nazionale l'introduzione dello screening della tipizzazione linfocitaria e HLA in bassa risoluzione.
(*) - Tipizzazione linfocitaria: Rappresenta un indispensabile parametro nella diagnosi di malattie ematologiche (del sangue) e del sistema immune. I linfociti sono un tipo di globuli bianchi del sangue, con i macrofagi ed i monociti sono responsabili della risposta immunitaria.
Questo test può venire effettuato con cellule in sospensione (sangue periferico, midollo osseo, tessuti in sospensione) e con preparati stabili su vetrino (sezioni di tessuto, strisci - Campione di sangue venoso prelevato dalla vena brachiale o da puntura del dito o del lobo auricolare od in caso di neonato, dal tallone - citocentrifugati) con vari metodi: anticorpi monoclonali, immunofluorescenza diretta ed indiretta, metodi immunoenzimatici. È utile per la diagnosi e la prognosi delle leucemie linfatiche acute e croniche nelle immunodeficienze primitive e secondarie (come in corso di AIDS) nelle malattie autoimmuni e per i trapianti d’organo.
NdR: Esami consigliati sono quelli speciali sul sangue del pz., per il controllo del sistema enzimatico + allergia al glutine + malassorbimento + mineralogramma + pH digestivo per le malattie infiammatorie intestinali + malfunzione cellulare e tissutale + ricerca di determinati virus e batteri....
L'uso dei vaccini per tentare di eliminare le malattie è una pratica introdotta negli Stati Uniti e da lì esportata in tutto il mondo, lasciando a parte le non trascurabili implicazioni economiche della questione, la medicina ufficiale è certamente favorevole all'uso più largo possibile dei vaccini. Perché ?
Le malattie, in essa, sono concepite com'entità a sé stanti, e quelle causate da microrganismi come i virus e i batteri sono considerati come prove evidenti di ciò.
Visto il "successo" della prima vaccinazione di massa, quella per il vaiolo, e i progressi nel campo dell'immunologia e della biologia, si è pensato di combattere anche le altre malattie infettive facendo terra bruciata intorno agli agenti di queste malattie, privandoli del terreno sul quale si possono riprodurre, sviluppare. Il ragionamento non fa una grinza, se si ragiona solo in termini di malattie e non di persone: o meglio le persone sono considerate ma sempre come potenziali malati.....
Un aspetto assolutamente certo e riscontrabile in tutte le vaccinazioni consiste nella soppressione post- vaccinale della difese immunitarie, con un massimo di caduta dei livelli di linfociti 10 giorni dopo l'inoculazione.
Questa fase, sembra non sia molto nota ai medici che vaccinano.
Un vaccino diminuisce l'immunità mediata da linfociti, del 50%, più di due vaccini insieme, del 70%
I vaccini riducono il numero dei globuli bianchi, la capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleati (B), la vitalità dei linfociti, la segmentazione dei neutrofili (l).
La letteratura medica ci da indicazioni puntuali su vaccini di un tipo che possono aumentare l'incidenza di malattie virali d'altro tipo osserviamo, ad esempio, un gruppo di bambini apparentemente in buona salute, sviluppare dopo una vaccinazione, tutta una serie d'infezioni, oppure bambini in cui preesistenti disturbi si aggravano nettamente.....
Un sistema immunitario indebolito si manifesta spesso con raffreddori cronici, infezioni alle orecchie, bronchiti, mal di gola, questi sono quadri oramai frequenti di malattia, l'indebolimento immunitario e' poi peggiorato da un accanimento terapeutico farmacologico (soprattutto Vaccinale) irrazionale con l'utilizzo anche di antibiotici e antinfìammatori, così che vediamo bambini piccoli sempre più malati.
L'indebolimento delle difese si può ascrivere ad uno spostamento dal livello dell'immunità cellulare (legata all'attività dei globuli bianchi) al livello dell'immunità umorale (quella legata all'attività anticorpale): una vaccinazione eccita e "rinforza" l'immunità umorale ed indebolisce quella cellulare.....
Se ciò accade quando il bambino ha solo pochi mesi di vita e la sua immunità cellulare è in via di formazione, la conseguenza sarà una forte diminuzione del suo meccanismo naturale di difesa e una maggiore sensibilità a contrarre infezioni in genere.
La maggior parte degli immunologi è dell'opinione che il sistema immunitario dell'organismo se è spostato troppo dal livello cellulare al livello umorale, diventa molto meno efficace e qualsiasi disturbo comincia ad assumere un carattere di cronicità: questo spiega il considerevole aumento delle "allergie" nei bambini.
La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quel che tutto il corpo e il sistema immunitario cercano di evitare o prevenire quando entrano in contatto con un virus: ovvero l'iniezione immette il virus direttamente nel sangue, senza che siano state attivate le difese locali e fagocitarie, offrendogli accesso libero e indisturbato verso alcuni target più delicati e questa volta vulnerabili.
Un'altro degli effetti della vaccinazione è di aumentare la permeabilità intestinale ed ematoencefalica, con la conseguenza di favorire il passaggio virale ai tessuti periferici..... http://www.mednat.org/

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