Follow by Email

mercoledì 24 agosto 2011

Come si usano i farmaci

La parola farmaco deriva dal termine greco 'pharmakon' che significa veleno. Questa osservazione linguistica deve indurre a qualche rispettosa riflessione sull’impiego dei farmaci e sull’importanza che i farmaci hanno assunto nella nostra società.

Il farmaco è una sostanza chimica o biologica che, introdotta nel nostro organismo, interviene a livello della funzione alterata dalla malattia e la riporta a una condizione di salute.

Il farmaco perfetto, che agisce solo sulla malattia, non esiste: con un paradosso - non molto lontano dal vero, però - si può dire che un farmaco senza effetti collaterali o rischi di impiego non è un farmaco realmente attivo ed efficace.

Questa premessa non vuole mettere in cattiva luce i farmaci, responsabili dei progressi ottenuti nella cura di molte malattie, ma occorre accostarsi al loro impiego con rispetto e attenzione.

Un uso corretto del farmaco presuppone che, oltre all’indispensabile prescrizione medica, il paziente riceva anche una serie di informazioni che riguardano le modalità di somministrazione, di conservazione e di eliminazione delle medicine.



La prescrizione

La cura prescritta dal medico viene spesso assunta insieme ad altri farmaci, che vengono somministrati per disturbi diversi e che, magari, sono stati prescritti da differenti medici; le interazioni tra farmaci sono molto frequenti e possono sia aumentare sia ridurre l’efficacia dei singoli trattamenti oppure far comparire effetti collaterali inattesi.

L’unico modo di prevenire questi inconvenienti (basti pensare a un farmaco che riduca l’efficacia della pillola anticoncezionale o che aumenti l’effetto di una cura per abbassare la pressione arteriosa) è informare il medico che sta effettuando la prescrizione di tutti i farmaci che il paziente sta già assumendo: è opportuno che il farmaco venga individuato con precisione col suo nome commerciale, eventualmente esibendo anche il foglietto illustrativo contenuto nella confezione.

Nel caso di pazienti che vengono seguiti contemporaneamente da più specialisti, è evidente che la figura del medico di famiglia, che conosce il paziente e ha registrato tutta la sua storia clinica, assume un ruolo centrale nel coordinare le varie terapie onde evitare incongruenze e interferenze tra le cure.

Il medico, da parte sua, deve effettuare la prescrizione (dosi, tempi e modi) in modo chiaro e comprensibile, accertandosi che il paziente abbia capito senza possibilità di equivoci. A questo riguardo la prescrizione scritta deve essere sempre chiaramente leggibile (l’uso del computer con la stampa automatica delle ricette facilita molto questo tipo di comunicazione).

I farmaci cosiddetti da banco (cioè acquistabili in farmacia senza ricetta medica) contengono spesso gli stessi principi attivi di farmaci ottenibili solo su prescrizione, solitamente con un dosaggio inferiore; anche con i farmaci da banco è comunque possibile l’interferenza con altre cure: in questi casi la professionalità del farmacista può aiutare il paziente a evitare inconvenienti.

La somministrazione

Nell’usare i farmaci è importante rispettare la posologia e il momento esatto della somministrazione che sono stati indicati dal medico; alcuni tipi di farmaci non possono essere assunti contemporaneamente: in questi casi è necessario chiedere esplicitamente il consiglio del medico e/o del farmacista.

I farmaci sono a volte confezionati sotto forma di capsule o di compresse laccate per coprire un sapore particolarmente sgradevole o per proteggere il principio attivo dall'azione dei succhi gastrici: è pertanto importante non frantumare le compresse e non aprire le capsule, a meno che non sia esplicitamente segnalato sul foglietto illustrativo.

Anche quando le informazioni fornite dal medico e dal farmacista sono state complete ed esaustive è comunque opportuno che il paziente legga il foglietto illustrativo che si trova nella confezione del farmaco e che controlli la data di scadenza stampata sulla scatola.


Le sostanze chimiche che costituiscono il principio attivo del farmaco vanno incontro, col passare del tempo, a un lento processo di degradazione che le priva lentamente delle loro proprietà terapeutiche.
Solitamente il farmaco conserva un’accettabile attività per un periodo che va da 2 a 5 anni dal momento della produzione, la data di scadenza viene calcolata in base a questo tempo di scadenza dell'efficacia farmacologica; assumere un farmaco scaduto non comporta, di solito, un rischio di effetti tossici ma la concreta possibilità di una ridotta o assente azione terapeutica.

La conservazione

I farmaci vanno conservate nella loro confezione originaria (che solitamente porta stampata la data di scadenza) insieme al foglietto illustrativo che contiene importanti informazioni.

E' opportuno che i farmaci siano conservati in un luogo fresco e asciutto, lontano dall'esposizione diretta alla luce solare o dal calore dell’impianto di riscaldamento; contrariamente alla diffusa abitudine, la cucina e la stanza da bagno non rispondono in modo ottimale a queste caratteristiche ambientali.

Alcuni farmaci devono essere conservate in frigorifero, solitamente ad una temperatura fra 0° e +4° centigradi (pertanto non nel freezer): la necessità di una refrigerazione costante è comunque sempre indicata in modo ben visibile sull’esterno della confezione.

Molti farmaci che sono in forma di soluzione - come i colliri, gli spray, le gocce e gli sciroppi - hanno una durata limitata a poche settimane dopo l’apertura della confezione, anche questo periodo è solitamente indicato sul foglietto illustrativo e/o sulla confezione.

L’armadietto dei medicinali deve essere lontano dalla portata dei bambini, che comunque devono essere istruiti fin dalla più tenera età a non toccare i farmaci.

Le confezioni non utilizzate completamente possono essere conservate e utilizzate eventualmente in un secondo tempo, ovviamente nel rispetto della data di scadenza; è però importante che non vengano somministrate a familiari o conoscenti senza la precisa indicazione del medico.

I farmaci scaduti

I farmaci contengono sostanze chimiche particolari che non possono essere smaltite attraverso i normali canali dei rifiuti urbani in quanto il loro trattamento, specie con il calore, potrebbe portare alla formazione di prodotti tossici.

I farmaci scaduti devono essere depositati presso gli appositi contenitori che si trovano nelle farmacie; un'organizzazione senza scopo di lucro creata dalla Farmaindustria e dalla Federfarma si occupa della raccolta e della distruzione dei farmaci secondo specifici protocolli stabiliti dalla legge. http://www.automedicazione.it

Nessun commento:

Posta un commento