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martedì 16 agosto 2011

Come riconoscere un Ictus

Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un ictus cerebrale:

* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);

* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: oggi è una bella giornata) e non ce la farà;
* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);

* Chiedete alla persona di mostrarvi la lingua (se la lingua è gonfia o la muove solo lateralmente è un segno di allarme).

Come ci si accorge di essere colpiti dall’ictus?

Quando si è colpiti da un ictus improvvisamente compaiono varie combinazioni di questi disturbi:

non riuscire a parlare nel modo corretto (non trovare le parole o non comprendere bene quanto ci viene detto: afasia; pronunciarle in modo sbagliato: disartria),

perdere la forza in metà corpo (metà faccia, braccio e gamba, dal lato destro o da quello sinistro: emiplegia o emiparesi),

sentire dei formicolii o perdere la sensibilità in metà corpo (in modo analogo alla forza: emiipoestesia e parestesia),

non vedere bene in una metà del campo visivo, ossia in quella parte di spazio che abbraccia con uno sguardo (emianopsia),

vi possono essere altri sintomi ancora come la maldestrezza, l’assenza di equilibrio e le vertigini (sempre associate ad altri disturbi: una crisi vertiginosa isolata difficilmente è causata da un ictus),

le emorragie più gravi, soprattutto l’emorragia subaracnoidea, si annunciano con un improvviso mal di testa (cefalea), molto più forte di quello sperimentato in passato, che viene assimilato ad un colpo di pugnale inferto alla nuca.

Fattori di rischio e prevenzione primaria

Gli studi epidemiologici hanno individuato molteplici fattori che aumentano il rischio di ictus. Alcuni di questi fattori (principalmente l'età), non possono essere modificati, ma costituiscono tuttavia importanti indicatori per definire le classi di rischio. Altri fattori possono essere modificati con misure non farmacologiche o farmacologiche. Il loro riconoscimento costituisce la base della prevenzione sia primaria sia secondaria dell’ictus. I fattori di rischio modificabili ben documentati sono:

ipertensione arteriosa;

alcune cardiopatie (in particolare, fibrillazione atriale);

diabete mellito;

iperomocisteinemia;

ipertrofia ventricolare sinistra;

stenosi carotidea;

fumo di sigaretta;

eccessivo consumo di alcol;

ridotta attività fisica.

Sono stati descritti altri fattori che probabilmente aumentano il rischio di ictus ma che al momento non appaiono completamente documentati come fattori di rischio. Fra questi:

dislipidemia;

alcune cardiopatie (forame ovale pervio, aneurisma settale);

placche dell’arco aortico;

uso di contraccettivi orali;

terapia ormonale sostitutiva;

sindrome metabolica ed obesità;

emicrania;

anticorpi antifosfolipidi;

fattori dell’emostasi;

infezioni;

uso di droghe;

inquinamento atmosferico.

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