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martedì 16 agosto 2011

27 mila cittadini italiani muoiono di diabete ogni anno

Diabete, un'insidia per tre milioni di italiani, pari a quasi il 5% della popolazione totale. E si stima che un ulteriore milione di connazionali sia malato senza saperlo. Risultato: 27 mila cittadini italiani fra i 20 e i 79 anni muoiono di diabete ogni anno, pari a tre decessi l'ora. E' quanto emerge dal rapporto 'Diabete in fatti e cifre in Italia', presentato oggi a Roma in occasione del 4° Changing Diabetes Barometer Forum.
La situazione, in futuro, è destinata a peggiorare: il rapporto evidenzia che, nel 2030, quasi cinque milioni di italiani soffriranno di diabete. E secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, questa malattia sarà entro il 2030 la quarta causa principale di morte in Europa. Il maggior pericolo è legato al diabete di tipo 2, pari al 90% dei casi in Italia, che riduce l'aspettativa di vita di 5-10 anni, rileva il documento.

Il diabete è una delle cause principali di malattie cardiovascolari, renali, cecità e amputazioni di arti: il 10% dei pazienti soffre di cardiopatia ischemica, il 32% di neuropatia, fino al 34% di retinopatia, che può portare a cecità. Infine, il 30-40% delle persone con diabete di tipo 1 e il 5-10% di quelle con malattia di tipo 2 sviluppano nel corso della vita insufficienza renale con necessità di dialisi. Il tutto con spese altissime per la sanità italiana: il costo per un cittadino italiano con diabete è in media 2.600 euro l'anno, più del doppio rispetto a un cittadino della stessa età e sesso, ma senza diabete.

La maggior parte dei casi di diabete di tipo 2 possono essere prevenuti: "Esiste una prevenzione primaria - ha spiegato Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di igiene della Facoltà di medicina e chirurgia dell'università Cattolica di Roma e presidente dell'European Public Health Association - rappresentata dall'alimentazione corretta, come quella mediterranea, da sufficiente movimento fisico, almeno mezz'ora al giorno, e dall'evitare fumo e alcol. Poi c'è la prevenzione secondaria, che consiste nel seguire queste stesse regole anche una volta avuta la diagnosi della malattia, per evitare l'insorgenza delle complicanze. La prevenzione terziaria, infine, evita le recidive".

I dati mostrano infine che lo screening per il diabete e per il pre-diabete è conveniente in tutti i cittadini al di sopra dei 40 anni: l'intervento precoce produce infatti significativi risparmi nei costi sanitari a lungo termine, riducendo il rischio di complicanze, la voce di spesa più pesante per il sistema sanitario nazionale italiano. http://www.adnkronos.com

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